Super-Intelligenza Umana: una guida pratica
I miei amici bibliofili adorano citare Umberto Eco: “A 70 anni, chi non ha mai letto avrà vissuto una sola vita, la propria. Chi legge, invece, ne avrà vissute 5.000.”
Vorrei correggerlo aggiungendo un terzo elemento: chi usa ChatGPT avrà vissuto almeno un milione di anni. Può accedere, in qualsiasi momento, a un cervello aggiuntivo che ha letto un numero infinito di libri — e insieme ai libri, dispense, appunti, critiche, lezioni divulgative e riassunti.
La tesi di questa guida è semplice: possiamo criticare i limiti dell’AI, possiamo denunciarne i pericoli, certo — ma d’altra parte abbiamo davanti una grande opportunità, disponibile (quasi) gratis a chi sa coglierla. Possiamo raggiungere la Super-Intelligenza Umana (SIU).
Non voglio essere vago, anzi. Ho cercato di delineare una struttura molto concreta e facile da implementare, con tutti gli elementi per aiutare chi inizia a raggiungere la SIU il più velocemente possibile.
Premessa: ChatGPT non è intelligente di per sé
È un sistema probabilistico progettato per creare testi il più possibile simili a quelli che potrebbe scrivere un umano con conoscenza e intelligenza medie.
Noi umani tendiamo ad antropomorfizzare le cose attorno a noi, e così diciamo che ChatGPT ragiona, pensa, risponde, ha allucinazioni o ci azzecca, “mi dà una mano”. La verità è che è una macchina: senza sentimenti, senza scopo interiore, senza morale, senza coscienza, senza conoscenza. È “stupidamente” limitata. Fa ciò che le si dice di fare. La sua capacità è limitata dalla portata del prompt che riceve.
Se le chiedo di scrivermi un’email che riassuma una presentazione che ho tenuto, funziona. Se le chiedo di consigliarmi se ho fatto la scelta di vita giusta, chiaramente non funziona.
Tuttavia ha grandi vantaggi: è stata allenata su un’enorme quantità di testi — forse tutto ciò che è stato pubblicato finora. In più è conversazionale. Date le richieste giuste, sa combinare questi dati per sostenere le nostre argomentazioni meglio di qualsiasi motore di ricerca, comprendendo a fondo i nostri scritti e i nostri ragionamenti.
Con questi vantaggi in mente, ecco lo schema che propongo.

Fase 1: Allargamento dell’idea
Il punto di partenza può essere un concetto di base, un’idea semplice, un’intuizione momentanea — il genere di cosa che viene in mente sotto la doccia o durante una passeggiata solitaria. Per esempio, la tesi di questo articolo.
Ho poi sviluppato una serie di domande che aiutano a trasformare un’intuizione momentanea in una struttura di pensiero più articolata e solida. Il processo si basa su ChatGPT. Si può usare la versione base. Per comodità ho costruito un assistente personalizzato con istruzioni per rispondermi in modo più coerente con lo stile e il tono che voglio. L’ho chiamato Sokrates (come il famoso calciatore brasiliano). Puoi provarlo qui: 🏛️ SOKRATES
Le domande. Con la tua idea grezza in mente, ecco una serie di domande che consiglio di porre:
- “Cosa pensi di questo ragionamento…? Aiutami a riformulare questo mio pensiero in modo più strutturato, chiaro e ordinato, con un lessico più accademico.” — Risultato atteso: ChatGPT riformula l’idea originale. Di solito banalizza un po’. È utile per capire se l’idea ha terreno su cui crescere o è la riproposizione di un concetto più banale.
- “Aiutami a strutturare meglio la mia argomentazione. Sai dirmi se ci sono filosofi, scrittori o saggisti che hanno trattato questo tema e che dovrei citare? Chi sono e qual è la loro posizione?” — Questo colloca la tua idea nel dibattito esistente. Ci saranno (spoiler: quasi sempre ci sono) autori che hanno trattato il tuo tema prima di te, e meglio. Vale la pena leggerli.
- “Prova a fare contro-obiezioni alla mia idea. Criticala. Nel farlo, se puoi, cita testi e autori che hanno preso posizioni opposte alla mia.” — È la domanda più importante. ChatGPT è di solito molto bravo a cogliere i punti chiave di un’argomentazione e a smontarli. Può essere necessario insistere un po’. Il dibattito che ne nasce è sempre molto interessante.
- “Come avrebbe affrontato questo tema [nome autore]?” — Un metodo comune negli esercizi di design thinking. È anche divertente: sembra di dialogare con autori morti secoli fa.
Fase 2: Rielaborazione critica
A questo punto dovresti aver raccolto molte idee — alcune confuse, alcune banali, ma che hanno sicuramente rafforzato il tuo pensiero iniziale. Dovresti anche aver raccolto suggerimenti di lettura.
La cosa fondamentale qui è rielaborare ciò che hai raccolto. Rielaborare significa attività come:
- Mettere per iscritto i tuoi pensieri
- Tenere un quaderno con consigli di lettura e studio e i concetti chiave
- Schematizzare idee e contro-obiezioni
- Parlarne con gli amici e chiedere cosa ne pensano
- Osservare il mondo e cercare nella vita reale elementi che rafforzino o smentiscano le intuizioni raccolte dialogando con l’AI
Fase 3: Scrittura e rafforzamento del modello
La scrittura è una parte essenziale di questo processo.
Primo, perché scrivere è la riorganizzazione visiva di un pensiero: è uno dei metodi più efficaci per memorizzare idee e concetti e ordinarli in testa. Richiede tempo e pazienza. Vedilo come un esercizio: più tempo passi a scrivere parole e diagrammi su un foglio, più ti sarà facile scrivere, ragionare e memorizzare in futuro. Soprattutto: più ordine c’è nella tua testa, meglio è.
Secondo, il testo scritto è l’input preferito dai modelli linguistici, che possono così rielaborare ulteriormente quanto scritto e dare risposte sempre più raffinate. Si forma una sorta di dialogo continuo — che non riparte mai da zero ma prosegue per mesi, come lezioni universitarie continuative.
Per questa fase preferisco la carta (con la sua materialità e i suoi tempi analogici) alla scrittura al computer. Poi ribatto ciò che ho scritto per poterlo dare in pasto all’AI.
Possibili interazioni con l’AI:
- Raffinamento lessicale. “Puoi riscrivere questo articolo in uno stile più accademico — e in uno più divulgativo?” Negli appunti e nel diario usiamo spesso termini colloquiali, inesatti, imprecisi. L’AI suggerisce terminologia più precisa e adatta. È anche un esercizio per migliorare il linguaggio di tutti i giorni. Le parole sono idee: più precise sono le parole che usiamo, più ordine e precisione avremo nei pensieri.
- Integrare il modello con il proprio database di scritti. Aiuta mettere tutti i propri scritti in una libreria pubblica. Nel mio caso uso Notion. Nel back-end di 🏛️ SOKRATES ho inserito un riferimento ai miei articoli, e nel prompt ho indicato:
“Quando puoi e quando richiesto, fai riferimento a ciò che Gabriele Sirtori ha scritto negli articoli che trovi a questo link: [inserire url]”
È molto utile perché, alla fine di un pezzo, puoi ridarglielo e chiedere: “Riesci a vedere come ciò che ho appena scritto è coerente con gli altri testi di Gabriele Sirtori?” oppure “Quali altri scritti di Gabriele Sirtori sono collegati a questo testo, e come potrebbero essere citati all’interno di un unico ragionamento più complesso e organizzato?”
Fase 4: Conclusione e nuove iterazioni
A questo punto si comincia a strutturare un unico, complesso filo di pensiero, fatto di molti aspetti e molte citazioni. Con il tempo, e con le nuove idee che via via emergono, questo filo diventa più forte e guadagna unicità e robustezza.
Soprattutto, riuscirai a formare un secondo cervello — allenato ed educato sulle tue idee — al quale, quando ti senti confuso, a volte potrai chiedere: “Tu che ne pensi, visto che sai cosa penso?”